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Paese senza parole
L I R I C A
prove di scena - foto di Marco Mangione
PAGLIACCI
credits
PAGLIACCI | Leoncavallo
dramma in un prologo e due attiproduzione Teatro Alfonso Rendano di Cosenza 2009
direzione Daniele Agiman
scene Aldo Zucco
costumi Aldo Zucco e Roberta Cortese
disegno luci Paolo Carbone
regia Roberta Cortese
con Denia Mazzola Gavazzeni, Nicola Martinucci, Stefano Anselmi, Francesco Zingariello, Carlo Morini
PAGLIACCI | note
Soprattutto in questo momento storico, Pagliacci può tornare a farsi sentire con tutta la carica innovativa degli esordi, prestandosi quasi alla maniera di un manifesto e consentendo di puntare i riflettori su un tema attuale e scottante: la condizione dell’artista in questo momento di crisi per l’economia in generale e per la cultura e l’arte in particolare, crisi che non può non avere i suoi risvolti sia in campo sociale che in campo più semplicemente umano.In quest'ottica, è possibile proporre una lettura del dramma che riconosca nel doppio omicidio finale un gesto dettato, sì, da gelosia, ma che ha radici più profonde nella stanchezza di un vivere girovago e precario, le cui condizioni, seppure nate da una scelta volontaria, portano infine ad una situazione di stallo tale per cui anche la ricerca di nuove possibilità (il tentativo di fuga di Nedda) è destinata a fallire.
Lo spazio scenico diventa quindi il luogo del dubbio, dell’incertezza, un non-luogo in cui la lacerazione interiore e quella del gesto drammatico finale vengono espressi visivamente attraverso la lacerazione dello spazio. Un non-luogo bianco, che si colora drammaturgicamente seguendo lo svolgersi della vicenda e il suo sviluppo musicale, diventando esso stesso linguaggio di colore.
Se Pagliacci può fare da manifesto, è quindi suo compito, sì, operare una denuncia del disagio, ma senza per questo tradursi in nichilismo. In questo momento storico, insistere col voler fare arte, nonostante i disagi, appunto, significa quasi fare della Resistenza, resistenza che è diventata un valore aggiunto dell’arte. Vogliamo poter pensare che sia possibile un rinnovamento, una sorta di rinascimento nonostante i tempi di crisi, convinti che Fitzcarraldo questa volta riuscirà a costruire il suo teatro lirico nella foresta amazzonica, con l’opera che conquista l’ennesimo non-luogo.
Roberta Cortese e Aldo Zucco
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
© Ramella & Gianese
CENERENTOLA
ovvero Angelina e la magia del cuoredal melodramma giocoso di Gioachino Rossini
su libretto di Jacopo Ferretti
allestimento Teatro Regio di Torino
Piccolo Regio Puccini - "La scuola all'opera" 2008 e 2009
adattamento drammaturgico
regia scene e costumi Roberta Cortese
arrangiamento musicale e direzione Carlo Pavese
con: Federica Carnevale, Alessandro Luciano, Oliviero Giorgiutti, Brian Nickel, Maria Carla Curia, Sara Nastos.
Progetto teatrale Associazione Baretti, con il Laboratorio Ensemble e il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio "G. Verdi" di Torino, M° del coro Claudio Marino Moretti.
NOTE | per Sistema Musica 05/08
La musica di Rossini per una Cenerentola di cartaCon tutte le Cenerentole che nei secoli sono passate di genere in genere, dal racconto al cartone animato, alla trasposizione moderna nei vari film, il riferimento più autorevole resta comunque la Cendrillon di Perrault, a cui si ispira anche Ferretti, librettista di Rossini. Ma con una novità sostanziale: l'abolizione totale della magia. Niente fata madrina, niente zucca o cetriolo per carrozza e niente topi per cavalli.
Nella versione classica rossiniana la fata, poi, è un saggio maestro, ruolo che in questa versione per un pubblico più giovane sarà affidato a tre giovanissimi. Saranno proprio loro, riconosciuta la bontà di Cenerentola e apprezzatone il valore, a trasformare gli eventi al meglio, e saranno ancora loro a creare il tramite più forte tra palco e platea, così da rendere il giovane pubblico in sala co-artefice della felicità di Angelina, la cui bontà diventa la nuova magia che si diffonde nella vicenda.
E a proposito di tramiti: come avvicinare un pubblico così giovane a un'opera del 1800? Innanzi tutto con la magia dei libri (in questo caso, ovvio, di favole), il medium più adatto a liberare la fantasia di chi ne usufruisce. La scena, allora, diventa una sorta di enorme biblioteca, dove i personaggi delle favole escono direttamente - e a volte fisicamente! - dalle pagine dei libri, che si aprono a creare gli ambienti e a stupire con i loro effetti tridimensionali. E se i libri sono di carta, anche la carta diventa tramite con cui il pubblico delle scuole è invitato a realizzare i vari accessori da utilizzare in recita, per partecipare alla vicenda anche con piena integrazione allo stile della messinscena.
Magia del cuore, magia dei libri: altri due tramiti per arrivare ad abbracciare l'altra grande magia: quella della musica di Rossini.
bozzetto di Simona Ferrari e Vittoria Papaleo
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
bozzetto di Simona Ferrari e Vittoria Papaleo
videoframe
foto Gaetano Gianzi
videoframe
bozzetto di Simona Ferrari e Vittoria papaleo
foto Gaetano GIanzi
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
foto Gaetano Gianzi
videoframe
foto Gaetano Gianzi
LA CENERENTOLA
ovvero la bontà in trionfomelodramma giocoso di Gioachino Rossini
su libretto di Jacopo Ferretti
allestimento Teatro Alfonso Rendano di Cosenza 2008
direzione Roberto Zarpellon
scene Simona Ferrari e Vittoria Papaleo
costumi Andrea Priori
regia Roberta Cortese
con Gianna Racamato, Rosaria Buscemi, Pamela Lucciarini, Alessandro Luciano, Carlo Agostini, Abramo Rosalen, Luca Tittoto
LA CENERENTOLA | press
"Lo spettacolo è originale e ben congegnato, con trovate belle e funzionali che difatti gli interpreti realizzano con disinvoltura. Le scelte registiche di Roberta Cortese prendono le mosse dalla mancanza dell'elemento magico, né fata né incantesimo nel libretto di Jacopo Ferretti. La miseria impone di arrangiarsi, la ragazza maltrattata prepara il caffè, don Ramiro è principe di Salerno: ecco gli spunti per spostare l'azione nella Napoli degli anni '30-'40, della ricostruzione post bellica e della "nuttata" che deve passare. E proprio Eduardo occhieggia in questo allestimento. [...] E compaiono anche la smorfia, il Vesuvio, il balconcino di Eduardo in "Questi fantasmi" e la chiacchiera col dirimpettaio. Ciò fra le scene ridotte all'essenziale, con elementi muniti di rotelle che gli stessi personaggi spostano, volute da Vittoria Papaleo e Simona Polloni. Ancora originalità e buon gusto nei costumi del cosentino Andrea Priori, docente all'Accademia di Costume e Moda di Roma." [Pia Tucci - Il Quotidiano, 30.03.08]"Una sobria napoletanità, fatta di tanti piccoli elementi che ricordano la meravigliosa città campana negli anni '30-'40, è alla base dell’ultimo appuntamento della 48° Stagione Lirica del teatro Rendano di Cosenza. [...] Roberta Cortese coglie l’assenza degli elementi magici che rappresentavano in qualche modo l’ossatura della Cenerentola tradizionale ed elogia altri espedienti. [...] Tutto l’apparato scenico è evidenziato ed enfatizzato da una particolare scenografia (una imponente cornice blu cobalto che ingloba una seconda cornice, creando una particolare profondità, in un susseguirsi di sfondi a tema) curata da Vittoria Papaleo e Simona Ferrari e dai costumi di Andrea Priori, ispirati a una ricca città partenopea: abiti dai colori sgargianti e sproporzionate parrucche a metà strada tra una geisha e la Sophia Loren di "Miseria e Nobiltà". [...] Buona la prova degli interpreti e della regista." [Raffaella Santoro - RecenSito, 31.03.08]
IL BARBIERE DI SIVIGLIA [Paisiello] credits
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
ovvero la precauzione inutiledramma giocoso di Giovanni Paisiello
libretto di Giuseppe Petrosellini
Chiostro di Santa Chiara - Stagione Lirica di Foggia 2008
M° concertatore e direttore Donato Renzetti
regia Roberta Cortese
con Floriana Fornelli, Giovanni Coletta, Cüneyt Unsal, Francesco Vultaggio, Pietro Lisi, Orlando Polidori, Massimiliano Viapiano.
Comune di Foggia in convenzione con il Conservatorio "U. Giordano" per il Master in "Tecnica e interpretazione vocale operistica e liederistica"
BARBIERE | press
"Un plauso alla regia magistralmente realizzata da Roberta Cortese e al direttore d’orchestra di fama internazionale Donato Renzetti." [Floria D'Antonio - MediaFoggia, 16.07.08]"Avvalsosi della sapiente regia di Roberta Cortese, lo spettacolo ha deliziato il pubblico." [Laura Ciano - Foggia&Foggia, 18.07.08]
DON CHISCIOTTE [Paisiello-Henze] credits
DON CHISCIOTTE
30° Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano - 2005direzione Francesco Vizioli
regia scene e costumi Roberta Cortese e Lorenzo Fontana
con: Eleonora Cilli, Federica Carnevale, Simon La Rosa, Fabrizio Adriano Neri, Alessandro Luciano, Guido Loconsolo, Chiara Fioriani, Emanuela Marulli, Lorenzo Bartoli (Don Chisciotte attore), Giancarlo Judica Cordiglia (Sancho Pansa attore).
